L’"intenzione" nella Celebrazione della S. Messa

 

“A colui che in tutto ha potere di fare molto più di quanto possiamo domandare o pensare, secondo la potenza che già opera in noi, a lui la gloria nella Chiesa e in Cristo Gesù per tutte le generazioni, nei secoli dei secoli! Amen”. (Ef. 3,20)

 

Consideriamo che quando si chiede al sacerdote di celebrare una S. Messa secondo una precisa intenzione, alla quale si aggiunge anche una offerta (che, badate bene, non è un pagamento perchè niente può bastare a ripagare il valore di una Messa, ma si tratta solo di unire una elemosina a quella S. Messa), noi stiamo chiedendo in realtà che tutti i meriti della Passione e Morte di Cristo, quindi tutto il sangue versato, tutte le tribolazioni interiori ed esteriori subite, tutto, ma proprio tutto sia applicato a quella specifica intenzione. E’ come se Gesù fosse realmente morto solo per quella specifica grazia che noi stiamo chiedendo, solo per quella persona che noi gli mettiamo nel cuore. Pensate voi che possa esserci un atto di carità più grande di questo? o una preghiera più grande di questa? Aveva ben ragione San Filippo a dire che “nella preghiera chiediamo a Dio le grazie, nella Santa Messa lo costringiamo a darcele”

Quando si chiede al sacerdote di celebrare una Messa per le necessità di un vivente, qualunque essa sia, la cosa importante è sottolineare che la persona in questione è viva e se non si vuole spiegare (per tanti motivi) nei dettagli la richiesta, è sufficiente farla celebrare “secondo le intenzioni di chi la richiede”, sarà poi il richiedente a mettere la sua intenzione nel Cuore di Maria perchè la porti a Gesù durante la Santa Messa.